Quanto costa partecipare al Giro d'Italia?

Quanto costa partecipare al Giro d'Italia?

Come accade per poche altre manifestazioni sportive, il Giro d’Italia gode di un fascino senza tempo ed è in grado di catalizzare l’attenzione di pubblico, media e sponsor.

Nel paese dove il calcio regna sovrano, questa corsa continua ad incarnare l’anima stessa di un popolo: la fatica, il sudore, il sacrificio per raggiungere una mèta in cima alla montagna. E di montagne ne abbiamo tante, anche in senso figurato.

Eppure gli italiani continuano a scendere nelle strade, ad incoraggiare quegli uomini che spingono sul pedale in salita, quasi come una metafora della vita stessa. Il Giro d’Italia prese il via il 13 maggio del 1909, e da allora sono stati tanti i campioni ad infiammare i cuori dei tifosi, percorrendo lo Stivale da cima a fondo: da Girardengo a Binda, da Coppi a Bartali, Gimondi, Mercx, Moser, Indurain, Pantani, fino ai giorni nostri con Sagan, Froome, Aru e Nibali.

Nell’edizione di quest’anno a contendersi la maglia rosa saranno i ciclisti di 22 squadre, tra cui le italiane Vini Zabù KTM, Androni Giocattoli-Sidermec e Bardiani CSF Faizanè. Ecco tutti i team del Giro d’Italia 2020.

SQUADRAPAESE
Androni Giocattoli-SidermecITALIA
Vini Zabù KTMITALIA
Bardiani CSF FaizanèITALIA
UAE Team EmiratesEmirati Arabi Uniti
TREK SegafredoUSA
EF Pro CyclingUSA
Team SunwebGERMANIA
Bora-HansgroheGERMANIA
Israel Start-Up NationISRAELE
AG2R La MondialeFRANCIA
CofidisFRANCIA
Groupama-FDJFRANCIA
Lotto SoudalBELGIO
Deceuninck-Quick StepBELGIO
Mitchelton-ScottAUSTRALIA
Astana Pro TeamKAZAKISTAN
Bahrain-McLarenBAHREIN
CCC TeamPOLONIA
NTT Pro Cycling TeamSUDAFRICA
Team INEOSREGNO UNITO
Movistar TeamSPAGNA
Team Jumbo-VismaOLANDA

Come sempre, l’evento richiama professionisti da tutto il mondo, che mettono in campo anche un notevole sforzo finanziario. Andiamo quindi a vedere quanto costa partecipare al Giro d’Italia, analizzando le risorse economiche necessarie a mettere in scena una delle corse ciclistiche più famose al mondo.

Costo bici da corsa Giro d’Italia

Tra le varie voci di spesa per correre il Giro d’Italia, ovviamente la bicicletta è quella più importante a livello agonistico. La moderna tecnologia, fusa con una sapiente progettazione ed una fine manifattura, è in grado di produrre delle bici da corsa leggere e dalle prestazioni incredibili.

Pur avendo ciascuna delle peculiarità tecniche specifiche, spesso legate alle caratteristiche del campione che le monterà, le biciclette del Giro d’Italia presentano molti tratti in comune:

  • Telaio – leggero e aerodinamico, è fondamentale per sostenere l’equilibrio nello sforzo ed è formato da materiali all’avanguardia, tra cui resine in grado di ridurre la resistenza all’impatto e speciali leghe in carbonio
  • Freni – i freni delle bici da corsa sono solitamente formati dal sistema caliper, due pattini che stringono il cerchione offrendo una notevole potenza frenante. Ultimamente si stanno diffondendo anche i freni a disco, seppur non tutti i corridori lo preferiscano
  • Cambio – il cambio delle moderne biciclette da corsa del Giro riflettono le conquiste tecnologiche, con gruppi di cambio elettromeccanici come il DuraAce Shimano o i cambi wireless, dove i comandi rispondono a impulsi elettrici piuttosto che a cavi di metallo
  • Ruote – le ruote hanno un profilo variabile, per adattarsi ai vari tipi di competizione, come cronometro, tappa di montagna ecc. In genere sono costruite in carbonio, alluminio o magnesio
  • Pneumatici – il più diffuso metodo di copertura delle ruote a livello agonistico è quello a tubolari, incorati ai cerchioni con del mastice. Recentemente sono stati implementati anche pneumatici tubeless, tuttavia ancora poco diffusi

Quanto costa l’equipaggiamento delle squadre che partecipano al Giro d’Italia?

Partecipare al Giro d’Italia non è un’esperienza individuale, ma di squadra. Infatti per un ciclista non è possibile iscriversi alla corsa singolarmente, poiché deve necessariamente essere parte di un team. Ma quanto spendono le squadre che partecipano al Giro d’Italia, e quali sono gli equipaggiamenti che portano con sé?

Per rispondere a questa domanda diamo un’occhiata alla nostra infografica, che ci illustra il livello di equipaggiamento tipo e le spese sostenute dai singoli team:

Ogni squadra è composta da 8 ciclisti professionisti, quindi le esigenze del gruppo sono piuttosto consistenti. L’autobus dei team, sul quale si spostano gli atleti tra una tappa e l’altra, è in genere fornito di ogni comfort: dalle poltrone ergonomiche all’angolo cottura, dalle docce alla lavanderia, fino ai più moderni sistemi di intrattenimento digitale.

A ciò si aggiunge il TIR necessario a movimentare il grande numero di biciclette, parti meccaniche e accessori, più i veicoli che dovranno seguire i professionisti durante la corsa.

Naturalmente, oltre all’equipaggiamento tecnico, i ciclisti abbisognano di un adeguato abbigliamento, che include: maglie, canotte, giacche antivento, pantaloncini, caschetti, scarpe e tutto quello che può risultare necessario durante la corsa.

Anche dal punto di vista dello staff, il numero di persone coinvolte è notevole: oltre a massaggiatori, fisioterapisti e medici, infatti, troviamo gli assistenti di gara, i dirigenti e persino i cuochi, che devono sostenere l’alimentazione degli atleti.

Ci sono infine le spese per mantenere le pubbliche relazioni. Ogni squadra ha un sito web, dove poter reperire tutte le informazioni, degli addetti stampa e personale adibito alla comunicazione.

Quali sono gli sponsor del Giro d’Italia?

Il ciclismo è uno sport che esiste da oltre 100 anni, ed è sicuramente uno dei più longevi a livello mondiale. Uno dei motivi del suo successo è che è relativamente semplice diventare ciclisti amatoriali, perché tecnicamente basta possedere una bicicletta e cominciare a pedalare su strada. Il ciclismo professionistico però richiede risorse molto più ingenti. Come si finanziano le squadre del Giro d’Italia, allora?

Il finanziamento del ciclismo a livello professionistico si basa principalmente su tre fonti:

  • Donazioni – si tratta di fondi derivanti dal mecenatismo di fondazioni o individui, che spesso hanno un ritorno d’immagine legando il proprio nome alla squadra di ciclisti
  • Supporto istituzionale – aiuti statali, regionali o delle federazioni locali, di entità variabile ma generalmente più modesti rispetto ai partner commerciali
  • Sponsorizzazioni private – rappresentano la parte più consistente dei finanziamenti e sono basate su veri e propri piani di marketing, sviluppati sul medio periodo e che prevedono un ritorno dell’investimento

Come possiamo arguire, le prime due forme di finanziamento sono piuttosto aleatorie, perché dipendono o dalla volontà del singolo o dalla disponibilità delle istituzioni, che non sempre riescono a destinare un budget adeguato al progetto.

Gli sponsor privati invece garantiscono un flusso costante e definito di denaro durante la stagione, previ accordi commerciali che investono tutto il range di spese necessarie a finanziare una squadra professionistica di ciclismo in tutti gli appuntamenti del calendario agonistico.

Il Giro d’Italia è un evento sportivo di notevole portata mediatica, che vede coinvolti numerosi sponsor, così suddivisi:

TOP SPONSORSPONSORPARTNER UFFICIALI
ENELCastelliYamaha
MediolanumTissotMonini
Segafredo ZanettiContinentalShimano
EuroSpinBianchiValmora
NAMEDSPORTIntimissimiValsir
ToyotaAgenzia Nazionale Turismo
Selle ItaliaBardiani CSF

Come si finanziano le squadre del Giro d’Italia?

Al contrario di quanto accade per altri sport professionistici come il calcio, le squadre di ciclismo non possono finanziarsi tramite la vendita di biglietti dello stadio o dei diritti televisivi, né con il merchandising, o comunque solo in maniera parziale. Vediamo allora quali sono le entrate e le uscite di un team ciclistico che partecipa al Giro d’Italia.

Tra le varie voci di spesa possiamo annoverare:

  • Ingaggi corridori 60%
  • Staff 15%
  • Infrastrutture 15% (spostamenti, veicoli, comunicazione e marketing, equipaggiamento)
  • Spese varie 10%

Tutti questi costi vengono coperti dagli sponsor delle varie squadre, con cadenza variabile. Pensiamo infatti al caso in cui un team cambi sponsor tecnico: se ad esempio si rinnova l’abbigliamento, tutto quello usato in precedenza diviene inservibile. Questa è una delle ragioni per cui le squadre ciclistiche possono cambiare nome da un anno all’altro.

Vediamo adesso come si compone l’afflusso di denaro che entra nelle case delle squadre.

ENTRATE

  • Sponsor principale (60%)
  • Altri sponsor (20%)
  • Proventi dall’iscrizione alle gare (20%)

E i premi ricevuti dai ciclisti che vincono la gara oppure ottengono un piazzamento? In questo caso i soldi vanno a finire nelle tasche degli atleti, che giustamente sono i veri protagonisti del circuito ciclistico.

Quanto guadagna chi vince il Giro d’Italia?

Per concludere, considerando che sinora abbiamo esaminato quali sono le spese che le squadre professionistiche devono sostenere per partecipare alla gara, vediamo adesso quale può essere il ritorno finanziario diretto dei singoli ciclisti.

Quanto guadagna il vincitore del Giro d’Italia? La risposta è nella tabella sottostante, che si riferisce all’edizione 2019.

Piazzamento Giro d'ItaliaMontepremi
1° classificato265.668€
2° classificato133.412€
3° classificato68.801€
4° classificato21.516€
5° classificato18.154€
6° classificato13.588€
7° classificato13.588€
8° classificato10.725€
9° classificato7.863€
10° classificato7.863€
11-20° classificato2.683€

Come si evince, il vincitore del Giro si porta a casa una bella somma, senza contare gli ingaggi di stagione e le sponsorizzazioni, che come abbiamo visto prima in alcuni casi possono essere piuttosto generose.

Immagini prese da www.pngimg.com e www.vecteezy.com/ dietro autorizzazione.

FAQ


I favoriti alla vittoria finale nel Giro d’Italia 2020 sono Richard Carapaz, dell’Ecuador, e l’italiano Vincenzo Nibali, rispettivamente primo e secondo classificato nell’edizione 2019 della corsa. Una possibile sorpresa potrebbe però essere il belga Remco Evenepoel, giovne astro nascente del ciclismo.

Al contrario di quanto accade con il Tour de France, dove si applica un tariffario fisso, il costo per ospitare una tappa del Giro d’Italia è variabile, in quanto è affidato alla contrattazione privata. Ne deriva che il costo minimo per una partenza può essere intorno ai 10.000 euro, ma per ospitare un arrivo può lievitare fino a 120.000 euro, con cifre ancora più alte per la tappa conclusiva.

Il Giro d’Italia 2020 partirà sabato 3 ottobre da Palermo, e coprirà la distanza di 3.500 km attraverso 21 tappe in giro per lo Stivale. Inizialmente la data di partenza era stata fissata al 9 maggio, ma è poi stata posticipata in autunno, anche per evitare eventuali concomitanze con altre gare ciclistiche di livello mondiale.

Il giorno fissato per la conclusone del 103° Giro d’Italia è il 25 ottobre a Milano. La corsa si snoderà tra Sicilia, Calabria, Puglia, Molise, Abruzzo, Marche, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia-Giulia, Trentino, Piemonte e Lombardia, con alcune tappe ancora da definire.

Le biciclette in dotazione agli atleti che corrono il Giro d’Italia hanno un costo variabile tra gli 8.000 e i 15.000 euro. Il loro prezzo varia in base ai materiali di costruzione, al peso, alla resa aerodinamica, agli pneumatici, al sistema frenante e al cambio. Ovviamente il modello si adatta allo stile del ciclista, quindi non è possibile stabilire a priori quale sia la migliore bici da corsa in assoluto in base al prezzo.

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