SPID: cosa sta cambiando e come prepararsi

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Maria Bruno
Maria Bruno

Lo SPID non esiste più come unico sistema di identità digitale obbligatorio in Italia. Dal 2023 il governo ha avviato una progressiva transizione verso nuovi strumenti di autenticazione, lasciando molti cittadini con dubbi pratici su cosa fare adesso, se i propri account sono ancora validi e come accedere ai servizi pubblici online. La confusione è comprensibile: per anni lo SPID è stato presentato come il futuro dell'identità digitale italiana, e oggi molti non sanno che il quadro è cambiato. Ecco tutto quello che c'è da sapere, domanda per domanda.

Domanda: Lo SPID è stato eliminato?

Risposta: Non del tutto, ma il suo ruolo è cambiato in modo significativo. Lo SPID non è stato cancellato con un decreto improvviso, ma ha perso il suo status di sistema privilegiato per l'identità digitale. Il governo italiano ha deciso di puntare sulla CIE (Carta d'Identità Elettronica) e sull'IT-Wallet come strumenti principali. Gli SPID già attivi continuano a funzionare, ma non vengono più promossi come soluzione principale e alcuni provider stanno uscendo dal mercato.


Domanda: Posso ancora usare lo SPID per accedere ai servizi pubblici?

Risposta: Sì, per ora. Gli SPID esistenti rimangono validi e continuano ad essere accettati da portali come INPS, Agenzia delle Entrate, fascicolo sanitario elettronico e la maggior parte dei servizi della Pubblica Amministrazione. Tuttavia, con il tempo i servizi pubblici tenderanno a privilegiare la CIE e l'IT-Wallet. È quindi consigliabile non aspettare e iniziare ad attivare questi strumenti alternativi prima che la transizione sia completata.


Domanda: Cosa sostituisce lo SPID?

Risposta: I due strumenti principali sono la CIE (Carta d'Identità Elettronica) e l'IT-Wallet. La CIE funziona tramite chip NFC integrato nel documento fisico e si abbina a un'app dedicata per autenticarsi online. L'IT-Wallet è invece un portafoglio digitale che raccoglie documenti e credenziali in un'unica applicazione. Entrambi sono già operativi e riconosciuti dai principali servizi della Pubblica Amministrazione italiana, con una copertura in crescita anche nel settore privato.


Domanda: Cosa devo fare se ho ancora lo SPID attivo?

Risposta: Non devi fare nulla nell'immediato: il tuo SPID continuerà a funzionare regolarmente finché il provider che lo ha rilasciato rimarrà operativo. Tuttavia, è il momento giusto per attivarsi. Il consiglio è di richiedere l'abilitazione digitale della tua CIE presso il Comune o tramite il portale ufficiale, e di scaricare l'app IO per accedere all'IT-Wallet. In questo modo non ti troverai impreparato quando la transizione sarà completata e alcuni accessi tramite SPID potrebbero non essere più garantiti.


Domanda: L'IT-Wallet è già disponibile e funzionante?

Risposta: Sì. L'IT-Wallet è stato lanciato ufficialmente e permette di caricare in formato digitale documenti come la patente di guida, la tessera sanitaria e la carta d'identità. L'accesso avviene tramite l'app IO, già utilizzata da decine di milioni di italiani per bonus, pagamenti e comunicazioni con la Pubblica Amministrazione. L'espansione dei documenti supportati è in corso e si prevede un ampliamento progressivo nei prossimi mesi.


Domanda: Anche i siti privati come banche o piattaforme online devono adeguarsi?

Risposta: Dipende dal tipo di servizio e dal livello di regolamentazione. Le banche e i servizi finanziari stanno valutando l'integrazione con CIE e IT-Wallet, ma i tempi variano. Alcuni settori regolamentati, come quello dei giochi online, usano già sistemi di verifica dell'identità propri: ad esempio, diversi casino online accettano l'accesso tramite SPID per la verifica dell'identità del giocatore, ma la transizione verso nuovi metodi è già in corso anche in questo ambito.


Domanda: Perché il governo ha deciso di ridurre lo SPID?

Risposta: Le ragioni sono di semplificazione, sicurezza e allineamento europeo. Avere un unico documento fisico - la CIE - che funge anche da identità digitale elimina la frammentazione tra decine di provider SPID privati, riduce i costi di gestione del sistema e concentra il controllo sotto lo Stato. L'obiettivo dichiarato è allineare l'Italia agli standard europei di identità digitale previsti dal regolamento eIDAS 2.0, che punta a una identità digitale interoperabile tra tutti i Paesi UE entro il 2026.


Domanda: Cosa succede se il mio provider SPID chiude?

Risposta: Se un provider SPID cessa il servizio, le credenziali associate smettono di funzionare. In quel caso è necessario attivare un nuovo metodo di accesso come CIE o IT-Wallet. Alcuni provider hanno già comunicato l'intenzione di uscire dal mercato, quindi è importante verificare lo stato del proprio gestore e non aspettare comunicazioni dell'ultimo momento. La transizione è graduale, ma non sarà indefinita.


Domanda: Lo SPID tornerà o è definitivamente superato?

Risposta: Secondo le indicazioni attuali del governo, lo SPID è destinato a essere progressivamente superato, non reintrodotto. La direzione presa è chiara: identità digitale basata su documenti fisici potenziati (CIE) e portafogli digitali nativi (IT-Wallet), in linea con il modello europeo. Non ci sono segnali di un'inversione di rotta, e i nuovi investimenti infrastrutturali vanno tutti nella direzione opposta al mantenimento dello SPID come sistema centrale.

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