Il Lato Responsabile, Ep. 3. Norme, contratti e compliance: le “regole” del gioco
Benvenuti e benvenute a Il Lato responsabile, il podcast di Gambling punto com dedicato al gioco online consapevole. Io sono Erika Castorina, moderatrice di questa trasmissione. Io sono Sara Caceffo, editor del sito. E io Caterina Bruno, co-host del podcast. In questa puntata vedremo un lato del gioco responsabile fatto di norme, di contratti, di responsabilità legali, insomma un mondo che regola tutto quello di cui abbiamo parlato finora, ma di cui raramente si conoscono tutti I dettagli. Ne discutiamo insieme a Laura Di Florio che è consulente legale per il gruppo Pezzon. Benvenuta Laura, come stai? Ciao a tutte, sto molto bene grazie, spero anche voi. Sì sì, noi tutto bene. Ecco Laura iniziamo subito. Spiegaci intanto chi 6 e come 6 finita a lavorare nel mondo dell'aigaming. Il mio percorso è stato abbastanza lungo ecco. Oggi lavoro come senior legal counsel per Betson, ma il mio percorso professionale è iniziato nel mondo legale tradizionale. Dopo la laurea in diritto internazionale e comparato ho conseguito l'abilitazione alla professione forense, ho esercitato come avvocato occupandomi principalmente di diritto commerciale e contenzioso. Ho collaborato con aziende operanti anche in settori tecnologici e internazionali, ma il vero ingresso nel mondo del gaming è avvenuto quando mi sono trasferita a Malta. Ho iniziato a lavorare in questo settore 1º come affiliate manager, quindi nel marketing, e poi con Pokerstars nel dipartimento di compliance, allora già facente parte di Flatter Entertainment. Inizialmente mi sono occupata di compliance e regolamentazione seguendo licenze e requisiti normativi in diversi mercati europei, specificamente l'Italia, ma ho lavorato anche per il mercato francese ad esempio. Successivamente ho assunto un ruolo manageriale più ampio coordinando attività di marketing compliance in numerose giurisdizioni regolamentate. Dopo alcuni anni trascorsi principalmente nell'ambito della compliance ho deciso di tornare alle mie origini giuridiche e sono entrata in Betson come senior legal counselor. Mi attirava in particolare l'opportunità di lavorare con un gruppo internazionale però nel settore legale confrontandomi con mercati, prodotti e sfide differenti dalla compliance. Oggi mi occupo soprattutto di contrattualistica, regolamentazione, tecnologia e supporto legale alle varie funzioni aziendali. Ottimo, grazie Laura per aver condiviso il tuo percorso. Mi sembra un iter completo che parte da, come dici tu, il diritto tradizionale in Italia, poi passa per Malta e arriva la contrattualistica tech. Cioè praticamente hai visto il settore da da 3 angolazioni diverse. Passando alla domanda successiva vorremmo sapere cosa fa concretamente un consulente legale all'interno di un operatore come Betson in una giornata tipo? Questa è una classica domanda che viene fatta durante le interviste quando insomma si atto di avere un nuovo posto di lavoro. No, la risposta più sincera è che non esiste una vera giornata tipo. Una parte importante del mio lavoro consiste nel fornire supporto legale ai diversi dipartimenti aziendali. Io personalmente collaboro con un alto numero di dipartimenti molto diversi tra di loro, ad esempio marketing, product, procurement, finance. Quello che faccio è aiutarli a sviluppare progetti conformi alle normative applicabili. Questo è uno degli aspetti che apprezzo di più del lavoro in Betson, in quanto il legal, quindi in questo caso nel mio caso il legal counsel, viene coinvolto sin dalle prime fasi dei progetti e collabora con team che apportano competenze molto diverse. In più mi occupo di negoziare e revisionare contratti, gestire rischi legali e analizzare nuove normative. La funzione legale attuale, quella moderna, non è più quella del dipartimento che dice semplicemente sì oppure no. Infatti il nostro ruolo, quello mio e dei miei colleghi, è di trovare soluzioni che consentano all'azienda di raggiungere I propri obiettivi minimizzando però il rischio e garantendo la conformità normativa. In pratica siamo chiamati a tradurre regole molto complesse in decisioni operative che possono essere realmente implementate dall'azienda. E per farlo immagino che parliate con moltissimi enti diversi. Con chi ti confronti più spesso nel mercato italiano del gaming? Nel mercato italiano il principale interlocutore è sicuramente ADM, l'agenzia delle dogane dei monopoli, altrimenti detto regolatore italiano. E scusate l'interruzione, ADM tra l'altro è un punto di riferimento costante come sappiamo bene anche noi. Ne abbiamo parlato fatalità proprio con Caterina nel 1º episodio del podcast appunto. Esatto esatto sì. Sì, ADM rappresenta l'autorità di regolamentazione del settore e supervisiona l'intera attività dei concessionari. Interviene in molti ambiti diversi. Giusto per citarne qualcuno parliamo di conformità tecnica delle piattaforme fino agli aspetti di tutela del consumatore e prevenzione delle attività illecite. A 2º delle materie trattate poi ci si confronta con altre entità, altre agenzie. Ad esempio ci si confronta con Agicom soprattutto su comunicazioni commerciali, sponsorizzazioni, attività online. Ci si interfaccia con il garante della privacy poi per tutte le altre tematiche relative alla protezione dei dati personali. Ecco come sempre accade ogni tema il suo interlocutore proprio specifico. Esattamente. La... Il riassunto diciamo è che bisogna parlare con tante persone e tanti enti diversi. Per aggiungere un altro dettaglio diciamo sono molto frequenti anche le interazioni con la guardia di finanza e altri soggetti coinvolti nelle attività di prevenzione e contrasto del riciclaggio. La normativa italiana infatti attribuisce grandissima importanza alla tracciabilità dei flussi finanziari e alla prevenzione delle attività criminali nel settore di gioco. Un altro aspetto meno noto, ma a mio parere molto importante, riguarda il rapporto con le forze dell'ordine e l'autorità giudiziaria. Nell'ambito di procedimenti penali o investigazioni possono essere richieste informazioni relative ai conti di gioco, alle transazioni effettuate, gli strumenti di pagamento. In questi casi il ruolo del legale è particolarmente delicato perché da un lato come operatori si l'obbligo di collaborare con le attività... Autorità competenti, dall'altro occorre verificare attentamente la legittimità della richiesta, la base giuridica, il rispetto delle tutele previste dalla normativa sulla protezione dei dati personali eccetera eccetera ecco. La vera sfida consiste nel garantire la massima collaborazione istituzionale senza compromettere I diritti degli utenti né le garanzie previste dall'ordinamento. Certo sì perché comunque ci deve essere un equilibrio tra I 2 obblighi che vanno sì nella stessa direzione però hanno anche pesi diversi. Ecco Laura addentriamoci adesso nel nel... Nella nostra discussione, nella nostra chiacchierata. E con te oggi noi volevamo proprio parlare della direttiva più grande degli ultimi tempi. Cosa è cambiato con il riordino del settore dell'ultimo anno per quanto riguarda il gioco responsabile ovviamente, ma anche come te chi si occupa... Chi si occupa di compliance appunto? Guarda il cambiamento più importante come dici tu Erica è rappresentato dal decreto legislativo del marzo 2024, il numero 41, entrato in vigore poi il 4 aprile dello stesso anno. Questo decreto legislativo costituisce il 1º passo del riordino organico del settore dei giochi pubblici e in particolare del gioco a distanza. La vera novità del decreto non consiste tanto nell'introduzione di singoli obblighi quanto in un cambio di approccio. In pratica la tutela del giocatore diventa uno dei principi cardine dell'intero sistema. L'articolo 3 ad esempio, volendo brevemente analizzare il decreto legislativo, individua tra I principi fondamentali del settore lo sviluppo del gioco sicuro, la promozione del gioco responsabile e la tutela di soggetti vulnerabili. Lo stesso articolo poi precisa che tali principi devono essere utilizzati come criteri interpretativi dell'intera normativa di settore. Un po' come accade ad esempio tenendo presente I principi che sono espressi nella nostra Costituzione, Quindi la nostra Costituzione Italiana stabilisce I principi e poi ci sono vari leggi, decreti legislativi e Tesimilia che traducono il principio in maniera pratica. L'articolo 14 poi stabilisce inoltre che la protezione della salute del giocatore costituisce un obiettivo primario della disciplina e introduce un concetto a mio parere destinato a diventare sempre più rilevante, ossia l'utilizzo di strumenti tecnologici avanzati per prevenire I comportamenti problematici. La tecnologia quindi non viene più vista soltanto come lo strumento attraverso il cui il gioco viene offerto, bensì anche come uno strumento di tutela del giocatore. Sì, quindi non non un semplice dettaglio tecnico ecco diciamo, ma un vero cambio di filosofia. Non avrei saputo descriverlo meglio Sara. Hai il raro dono della sintesi che io chiaramente non ho. Volendo analizzare un altro articolo sempre del riordino quindi del decreto legislativo numero 41, l'articolo 15 contiene obblighi molto concreti per gli operatori, strumenti di autolimitazione del gioco, limiti basati su comportamenti e sui depositi effettuati. Dammi giusto un 2º che controllo I miei... I miei appunti perché me li sono scritti, ce ne sono tanti quindi non voglio sbagliare. Cos'altro? Messaggi automatici che informino il giocatore sulla durata della sessione, sulla spesa sostenuta, strumenti di auto esclusione, formazione specifica del personale, monitoraggio dei livelli di rischio, sistemi per identificare situazioni di possibile vulnerabilità. Per chi lavora in compliance il riordino conferma e rafforza una tendenza che è già in atto sin dagli ultimi anni, ossia il gioco responsabile è sempre più integrato nei processi operativi degli operatori e supportato da strumenti tecnologici e analisi dei dati. La compliance in pratica non è più soltanto una funzione di interpretazione normativa, ma richiede una collaborazione costante con I team che collaborano per la creazione del prodotto e alla sua commercializzazione come appunto per esempio I dipartimenti tech, customer operation, responsible gambling e tutti gli altri dipartimenti che appunto operano all'interno di queste grandi aziende. Uno dei cambiamenti più significativi è stata la pubblicazione della nuova gara per le concessioni online. Per la 1º volta infatti vengono richiesti dei livelli di investimento, governance, documentazione tecnica significativamente superiori rispetto al passato, quindi viene richiesto un impegno maggiore. Nel complesso il nuovo quadro innalza I requisiti economici, organizzativi e di governance richiesti agli operatori per poter operare. Perfetto, grazie ancora per questa spiegazione precisa e faccio un'aggiunta. Il canone nuovo della concessione per operare in Italia dall'anno scorso appunto, come spiegava Laura, è stato aggiornato e ricordiamolo si aggirava sui 200000 euro e ora per operatore è salito a ben 7000000. E infatti un bel salto diciamo mica mica di poco. Laura ci puoi fare invece qualche esempio per capire meglio come si traducono concretamente questi requisiti di cui abbiamo parlato fino adesso? Ci sono molti esempi che possono essere fatti. 2º me uno più chiaro degli altri riguarda gli strumenti di autolimitazione in termini di tempo, spesa e perdita, insieme a messaggi automatici che informano il giocatore sulla durata della sessione e sui livelli di spesa. Sono degli strumenti che intervengono a priori 1º che si presenti il problema. Si aggiungono poi degli strumenti di auto esclusione e le procedure di monitoraggio dei livelli di rischio. Sono tutte misure che traducono la tutela dei giocatori in requisiti concreti e integrati nell'esperienza di gioco. E però ragazze qui la domanda sorge spontanea direi con un quadro così veramente articolato. Viene da chiedersi quanto è più complicato al giorno d'oggi operare in Italia rispetto al resto d'Europa? Caterina hai fatto la domanda che tutti gli operatori di gioco si chiedono da da tempo immemore. L'Italia è probabilmente una delle giurisdizioni più complesse d'Europa sotto il profilo regolatorio. La complessità in questo caso non deriva esclusivamente dal numero delle norme, ma dal fatto che il quadro normativo è composto da livelli differenti. Abbiamo, tanto per darti un'idea di tutti I livelli che in quanto di call counselor dobbiamo dobbiamo tenere in conto, abbiamo le leggi, I decreti, regolamenti, convenzioni di concessione, regole giuridiche, determinazioni amministrative, comunicazione ADM e protocolli operativi. E quindi si tratta di un insieme di un ammontare di documentazioni molto consistente. La stessa documentazione pubblicata da ADM mostra chiaramente come decreti rettoriali circolari o altre note interpretative hanno un ruolo fondamentale nella regolamentazione del settore. Un'altra difficoltà riguarda la reperibilità delle fonti. Non sempre gli operatori hanno a disposizione un testo unico facilmente consultabile e aggiornato. Non c'è un codice in questo caso dove apri e trovi tutta la regolamentazione relativa a quella determinata casistica. Non esiste. Molto spesso infatti occorre ricostruire un quadro regolatorio attraverso una pluralità di documenti pubblicati in momenti diversi. A ciò si aggiunge il fatto che alcune disposizioni sono formulate in termini molto ampi e quindi possono prestarsi a interpretazioni differenti. Questa pluralità di fonti e di possibili interpretazioni richiede agli operatori particolare attenzione e un aggiornamento costante. Può inoltre rendere necessari investimenti significativi in competenze specialistiche, consulenza e processi interni. Il lavoro del legale, mio lavoro in questo caso, non consiste soltanto nel leggere una norma, ma nel ricostruire l'intero ecosistema regolatorio e valutare il rischio associato a ciascuna possibile interpretazione. Questo direi che è un ottimo sunto della complessità del quadro normativo e del suo impatto operativo, quindi grazie veramente. Ci hai aperto gli occhi su alcune norme che effettivamente ci risultavamo un po' complicate da interpretare. Ecco se dovessi tradurre proprio concretamente per farlo capire anche a chi ci ascolta, il concetto di gioco e responsabile negli obblighi però di un operatore come lo spiegheresti? Cioè nello specifico cosa si può fare e cosa non si può fare oggi in termini anche non so di bonus, di promozioni? Domanda difficile a cui rispondere Caterina. Fammi pensare cosa si può fare, cosa non si può fare in termini bonus e promozioni? Beh direi direi che il concetto di gioco responsabile, ecco partiamo da là, è un insieme di obblighi concreti che incidono sul modo in cui il prodotto viene progettato, commercializzato e gestito. La normativa adesso richiede che gli operatori mettano a disposizione strumenti di autolimitazione, esclusione, controllo della spesa, strumenti di supporto agli utenti che manifestano segnali di vulnerabilità. E per quanto riguarda invece il bonus delle promozioni è necessario distinguere tra il contenuto dell'offerta e la modalità con cui essa viene comunicata. E vale la pena qui menzionare ancora una volta il famoso decreto dignità che vietato qualsiasi pubblicità ai giochi con vincita in denaro, quindi capire cosa è offerta e cosa è invece comunicazione non è per nulla scontato. No, aggiungerei che è anche abbastanza complicato. Dal punto di vista contrattuale una promozione deve essere... Deve avere determinati requisiti, quindi deve essere trasparente, comprensibile e non ingannevole. Come fa a raggiungere questi 3 requisiti? Le condizioni essenziali ad esempio devono essere facilmente accessibili e comprensibili anche da un consumatore non esperto. Classico esempio in cui l'offerta comunicata e la condizione reale per accedervi non coincidono. A volte dietro promozioni apparentemente generose talvolta si trovano clausole che ne riducono significativamente il valore effettivo. E interrompo un'altra volta per dirne una, il wedgering requirement, come sappiamo bene, il famoso requisito di puntata che è è il vero nodo di ogni promozione e non tutti I giocatori ne conoscono diciamo le modalità. Esattamente Sara. Questa informazione è fondamentale e non può essere nascosta all'interno di decine di pagine di termini e condizioni scritti in legalese, quindi diciamo in un linguaggio tecnico, non accessibile dalla media della popolazione. Il giocatore deve poter comprendere immediatamente quanto deve depositare, quanto deve giocare, entro quale periodo, quali giochi contribuiscono alla alla promozione. La trasparenza non consiste solo nel fornire tutte le informazioni, ma consiste nel fornire le informazioni in modo che possano essere comprese. Parallelamente occorre considerare il già citato decreto dignità, citato più volte durante questa questa nostra chiacchierata, che vieta qualsiasi forma di pubblicità, comprese sponsorizzazioni e comunicazioni promozionali diffuse attraverso media tradizionali e digitali. Per questo motivo un bonus può essere perfettamente illecito sotto il profilo contrattuale, ma non necessariamente pubblicizzabili all'esterno. Ecco, ci siamo addentrati già all'interno dei termini e condizioni, quindi ti chiediamo adesso quali sono gli errori più frequenti che possono creare problemi legali? L'errore più frequente è considerare termini e condizioni come un semplice documento formale, quindi fondamentalmente non leggere I termini e le condizioni. In realtà questi rappresentano il contratto che disciplina il rapporto tra operatore e cliente. Personalmente tra I problemi che incontro più spesso vi sono delle condizioni poco chiare, delle clausole obsolete che non sono state aggiornate alle evoluzioni normative, il linguaggio eccessivamente tecnico che ho già menzionato 1º, poteri discrezionali troppo ampi attribuiti all'operatore. Un esempio tipico riguarda le clausole che consentono all'operatore di annullare il bonus o vincite in caso di abuso senza però definire con precisione cosa debba intendersi per abuso. Assolutamente sì, classico caso di lamentela del giocatore medio italiano probabilmente. Questo dell'abuso, dico. Tra l'altro, è molto interessante che pensare che le condizioni d'uso, ovvero I termini condizioni, siano proprio il contenuto che alla fine gli utenti leggano di meno, ma come ci insegna Laura è alle... A tutti gli effetti sono un vero contratto tra il giocatore e l'operatore. Sì, lo sono e come contratti... Come contratti, come tutti I contratti, creano degli obblighi. Nel... Dal mio punto di vista più le regole sono trasparenti e predeterminate, minore è il rischio di contestazioni, sia da una parte che dall'altra. La chiarezza non è soltanto una buona pratica legale, ma è uno strumento di tutela sia per l'azienda che per il consumatore. Come si gestiscono invece le sponsorizzazioni, gli influencer e anche le affiliazioni senza violare questa normativa? Qui il quadro ovviamente si complica ancora di più perciò sappiamo che per esempio di recente Agcom è intervenuta anche sulle linee guida per influencer e creator digitali, giusto? Quindi ci spieghi tu ecco come... Sì sì no hai hai assolutamente ragione. Dico tu di una cosa però. È intervenuto sì, ma il punto di partenza resta sempre lo stesso, il decreto dignità. Dal 2019 il divieto si è esteso anche alle sponsorizzazioni e ad altre forme di comunicazione promozionale. Negli ultimi anni poi il tema si è ulteriormente voluto con le linee guida Agicam dedicate a influencer e creator digitali. Nello specifico Agicom chiarito che le regole sulla trasparenza pubblicitaria non eliminano I divieti già previsti dalla normativa italiana e che quindi la pubblicità del gioco d'azzardo resta vietata anche nel contesto dei contenuti diffusi sui social media. Uno degli strumenti più importanti per gestire il rischio nel caso di influencer e Tosimilia è la preventiva, quindi 1º di qualsiasi collaborazione è opportuno, necessario direi verificare il profilo dell'influencer, I... La sua fanbase diciamo, il pubblico effettivamente raggiunto, la presenza di follower minorenni se ce ne dovessero essere, eventuali precedenti violazioni, I territori di diffusione dei contenuti, la conformità alle regole delle piattaforme e, cosa molto importante, eventuali rapporti con operatori non autorizzati, non dotati di licenza ecco. Assolutamente sì, assolutamente sì. E comunque 1º ancora di firmare in pratica c'è un lavoro investigativo enorme dietro? Sì, sì, di base sì. Successivamente al lavoro investigativo occorre poi implementare una governance contrattuale. Insomma facciamo la ricerca, decidiamo che l'influencer si allinea bene all'immagine dell'azienda e poi però dobbiamo stabilire un contratto molto preciso. Quindi ogni collaborazione dovrebbe prevedere approvazione preventiva dei contenuti, delle linee guida che vengono fornite agli influencer e devono essere anche abbastanza dettagliate. Obblighi di conformità normativa, procedure di monitoraggio per tenere sotto controllo diciamo la collaborazione e potere di sospensione e rimozione immediata nel caso dovessero insorgere dei dei problemi ecco. Facciamo faccio brevemente un altro esempio pratico. Se un influencer pubblica un contenuto contenente il marchio di un operatore, un link affiliato e un codice promozionale attraverso il quale percepisce una commissione per ogni effettuata, ci troviamo di fronte a una comunicazione con finalità chiaramente promozionale. In un contesto come quello italiano il problema non consiste semplicemente nell'indicare che si tratta di pubblicità. La questione principale è verificare se quella pubblicità sia consentita. La trasparenza infatti non rende automaticamente lecita una comunicazione che la legge vieta. Per questo motivo l'influencer marketing, sponsorship e affiliazione richiedono oggi una collaborazione molto stretta tra legale, compliance, marketing e management. In pratica tutti questi dipartimenti devono lavorare di concerto, devono lavorare assieme. Andiamo verso la chiusura dell'episodio. Guardando avanti volevamo chiederti c'è 2º te una novità normativa o un tema legale che potrebbe cambiare le carte in tavola nei prossimi anni nel settore? Mi allego al coro degli ultimi anni dicendo che uno dei temi, uno degli strumenti che potrebbe cambiare maggiormente il settore nei prossimi anni è l'intelligenza artificiale. E non parlo solo dal punto di vista legale. Tieni conto che il decreto legislativo che abbiamo menzionato 1º, il 41 del 2024, attribuisce già un ruolo importante all'utilizzo di strumenti tecnologici avanzati nella tutela del giocatore, aprendo ovviamente la strada a sistemi sempre più sofisticati di monitoraggio e prevenzione dei comportamenti di rischio. Penso che l'intelligenza artificiale potrebbe contribuire a identificare schemi di comportamento potenzialmente problematici molto 1º di quanto sia possibile fare attraverso I controlli tradizionali. Potrebbe aiutare a individuare segnali di gioco problematico, rafforzare la prevenzione delle frodi e consentire interventi più tempestivi. La vera sfida però sarà governare questi strumenti in modo responsabile e affrontando temi come la qualità dei dati, I bias algoritmici, la trasparenza delle decisioni e la supervisione umana, importantissima, collegata poi ovviamente alla responsabilità in caso di errore e protezione dei dati personali. A mio avviso il futuro del settore sarà caratterizzato dall'incontro tra regolamentazione del gioco, protezione dei dati personali, tutela del consumatore e intelligenza artificiale con l'AI act europeo. Beh certo la tecnologia aiuta ma non sostituisce la responsabilità. Mi sembra un ottimo punto per chiudere. Ecco e allora visto che stiamo per chiudere adesso arriva il nostro momento fisso, la rubrica che tutti aspettiamo e cioè qual è il tuo lato responsabile? La curiosità che tutti aspettiamo. Sì sì sì. Immagina centinaia di persone con le cuffie aspettando la mia risposta. No scherzo. Senso, senso. Il tocco personale ecco. Allora la mia è una risposta a tratti banale. Il mio lato responsabile è cercare di spiegare concetti complessi nel modo più semplice possibile. Mi spiego meglio. Nel mondo legale è molto facile utilizzare un linguaggio estremamente tecnico. L'abbiamo detto 1º, il legalese. A volte è necessario assolutamente, ma il vero valore di un professionista del settore legale a mio parere non consiste nel dimostrare quanto siano complesse le regole. Lo sappiamo un po' tutti quanti quanto lo sono. A mio parere invece consiste nel renderle comprensibili. Credo che una decisione possa essere realmente responsabile solo quando è una decisione informata. Questo vale per le aziende che devono comprendere I rischi di opportunità e le conseguenze delle proprie scelte, ma vale anche per I consumatori che devono essere messi nelle condizioni di comprendere un'offerta, una promozione, un contratto o uno strumento di tutela. La conoscenza è potere per chiunque e la conoscenza genera valore solo quando è accessibile, comprensibile e utilizzabile. Grazie 1000 per averci lasciato questa chicca perché che 2º me non è né banale né scontata ai giorni d'oggi. E grazie anche per essere stata con noi oggi Laura. Grazie a voi per l'invito, è stato un piacere. Grazie 1000 anche a voi che ci avete ascoltato fino in fondo. Per altri contenuti sul gioco responsabile, guide informative e riferimenti utili trovate il link di Gambling punto com in descrizione. E se questa intervista vi è piaciuta condividetela e contribuite a dare visibilità al podcast. Questa era per voi Laura Di Florio. Noi ci sentiamo presto con un nuovo ospite e un nuovo lato del gioco responsabile. Io sono Erika. Io Sara. E io Caterina. A presto. A presto.
Comunicazione e risorse umane sono stati i protagonisti delle prime due puntate; “Il Lato Responsabile” arriva ora al suo terzo episodio, questa volta nel campo del diritto.
Erika Castorina, Sara Caceffo e Caterina Bruno sono raggiunte in studio da Laura Di Florio, avvocato di professione e oggi Senior Legal Counsel per Betsson.
La chiacchierata affronta il gioco responsabile attraverso l’ottica di chi deve tradurre leggi e decreti in regole operative per un operatore, districandosi tra enti come ADM e AGCOM e il recente riordino normativo del settore.
Dal quadro regolatorio italiano - tra i più articolati d’Europa - si arriva presto al concreto: cosa cambia davvero per bonus, sponsorizzazioni e termini contrattuali, e quali paletti esistono per costruire un’offerta di gioco legale. Chiude uno sguardo alle sfide future, tra intelligenza artificiale e nuovi strumenti di tutela per chi gioca.
Che Cos’è Il Lato Responsabile
“Il Lato Responsabile” è il podcast della redazione di Gambling.com Italia. Nasce per parlare di gioco responsabile in modo chiaro e diretto, intervistando in ogni puntata esperti in vari ambiti - dalla comunicazione al diritto, dalle risorse umane al prodotto - per raccontare senza filtri come si costruisce un ambiente di gioco più sicuro.
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Il Lato Responsabile, Ep. 2. Le persone dietro il business e il ruolo delle risorse umane
In questo secondo episodio parliamo di capitale umano con Grazia Mazzocca, specialista HR.
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Il Lato Responsabile, Ep. 1. La comunicazione che fa la differenza e le parole che contano
Erika Castorina e Sara Caceffo parlano di comunicazione con Caterina Bruno.


