Quanto Costa Partecipare al Giro d'Italia? Costo Bici, Tappe e Premi

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Come accade per poche altre manifestazioni sportive, il Giro d’Italia gode di un fascino senza tempo ed è in grado di catalizzare l’attenzione di pubblico, media e sponsor.

Ma quanto costa, concretamente, partecipare alla Corsa Rosa? E quanto guadagna chi la vince? 

Il Centro Studi Gambling.com ha analizzato le principali voci economiche del Giro d'Italia — dal costo delle biciclette da competizione alla struttura del montepremi — per offrire una mappa dell'economia reale che ruota attorno all'evento.

Valerio Moggia
Valerio Moggia

Guardando i numeri del Giro d'Italia ci si rende conto di qualcosa di paradossale: uno degli eventi sportivi più amati dagli italiani è anche uno dei meno compresi nella sua dimensione economica. In questa analisi approfondiamo i costi delle bici e dell'equipaggiamento, la struttura dei team, le tappe del 2026 e il valore dei premi — per capire come funziona il Giro d'Italia e cosa si nasconde davvero dietro la Corsa Rosa.

Il costo medio della bici da corsa al Giro d’Italia


Secondo una ricognizione del Centro Studi Gambling.com su dati pubblici UCI e RCS Sport, il costo di una bici da competizione al Giro d'Italia 2024 variava tra 8.000€ e 15.000€, con una media di circa 13.000€.

La bicicletta, infatti, è la voce di costo più rilevante a livello agonistico, ma anche la meno raccontata quando si parla dell'economia della Corsa Rosa.

Chi si chiede invece quanto pesa una bici del Giro d’Italia, deve sapere che il peso minimo consentito è di circa 6,8 kg, come previsto dalle normative UCI.

Grazie alla tecnologia moderna, alla progettazione di precisione e alla manifattura artigianale, le bici da corsa professionistiche hanno raggiunto livelli di prestazione impensabili fino a pochi decenni fa — con un impatto significativo sul prezzo finale.

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Quanto costa l’equipaggiamento delle squadre che partecipano al Giro d’Italia?

Partecipare al Giro d’Italia non è un’impresa individuale, ma un’esperienza di squadra. Per capire come partecipare al Giro d’Italia è importante sapere che un ciclista deve essere parte integrante di un team ufficiale. 

Ma qual è il costo Giro d’Italia per le squadre partecipanti?

La seguente infografica illustra il livello di equipaggiamento tipo e le spese sostenute dai singoli team:

 

👉 In breve:

  • Ogni squadra è composta da 8 ciclisti professionisti. L'autobus dei team, sul quale si spostano gli atleti tra una tappa e l'altra, è in genere fornito di ogni comfort: dalle poltrone ergonomiche all'angolo cottura, dalle docce alla lavanderia, fino ai più moderni sistemi di intrattenimento digitale.
  • A ciò si aggiunge il TIR necessario a movimentare biciclette, parti meccaniche e accessori, più i veicoli di supporto durante la corsa. L'abbigliamento completa il quadro: maglie, canotte, giacche antivento, pantaloncini, caschi e scarpe.
  • Anche sul fronte dello staff il numero di persone coinvolte è notevole: massaggiatori, fisioterapisti, medici, assistenti di gara, dirigenti e cuochi dedicati all'alimentazione degli atleti.
  • Ci sono infine le spese per la comunicazione: ogni squadra dispone di addetti stampa e personale dedicato alle pubbliche relazioni.

Chi sono gli sponsor del Giro d’Italia?


Il Giro d'Italia è uno degli eventi sportivi con maggiore continuità di sponsorizzazione in Italia: alcune partnership risalgono a decenni fa, segno che il ritorno d'immagine garantito dalla Corsa Rosa viene considerato solido dagli investitori commerciali.

Le fonti di finanziamento del ciclismo professionistico si dividono in diverse categorie — donazioni private, supporto istituzionale e sponsorizzazioni commerciali — ma è quest'ultima a rappresentare la quota strutturalmente dominante, in quanto basata su accordi di medio periodo con obiettivi misurabili di ritorno sull'investimento.

La struttura di sponsorizzazione del Giro d'Italia è articolata sui seguenti quattro livelli:

Top SponsorSponsorPartner UfficialiPartner Istituzionali
Banca MediolanumTudor (orologeria)Cetilar NutritionRegione Abruzzo
OpportunItalyCitroënShimano (componentistica)Regione Basilicata
ConadCastelli (abbigliamento)De Rosa (bici)Dolomiti Bellunesi
ContinentalPinot Grigio DOC VenezieClivet (climatizzazione)Regione Emilia Romagna
 Red BullGiovanni RanaFriuli Venezia Giulia
 Autostrade per l'ItaliaBialettiLega Ciclismo Prof.
 Cioccolato NoviKometa (team ciclismo)Regione Liguria
 Valsir (edilizia)SuzukiRegione Marche
 Acqua LauretanaSocage (macchine operatrici)Regione Trentino
 ITA AirwaysTramarossa (abbigliamento)Regione Valle d'Aosta
 Sara AssicurazioniPoltiRegione Veneto
 Regina (alimentare)Livigno 
 Best WesternRCS Academy 
  RAI 
  Vaia (sostenibilità) 
  La Gazzetta dello Sport 
  Il Corriere della Sera 
  RTL 102.5 
  Oggi 
Valerio Moggia
Valerio Moggia

Dalla nostra analisi emerge che il settore alimentare è quello più rappresentato tra gli sponsor del Giro d'Italia 2026, con cinque brand presenti tra i diversi livelli di partnership: Conad, Cioccolato Novi, Giovanni Rana, Acqua Lauretana e Regina. A seguire il settore automotive, con Continental, Citroën e Suzuki.

Come si finanziano le squadre del Giro d’Italia?

Al contrario di quanto accade in altri sport professionistici, le squadre di ciclismo non possono contare su proventi da stadio, diritti televisivi propri o merchandising significativo. Il finanziamento dipende quasi interamente da fonti esterne.

Secondo la rilevazione del Centro Studi Gambling.com, la struttura delle uscite di un team tipo si articola così:

  • Ingaggi corridori — 60%
  • Staff — 15%
  • Infrastrutture (spostamenti, veicoli, comunicazione, equipaggiamento) — 15%
  • Spese varie — 10%

Vale la pena notare che questi costi non sono tutti fissi: quando un team cambia sponsor tecnico, ad esempio, l'intero parco abbigliamento precedente diventa inutilizzabile. 

È anche per questa ragione che le squadre ciclistiche cambiano frequentemente nome e livrea da una stagione all'altra.

Sul fronte delle entrate, la composizione è la seguente:

  • Sponsor principale — 60%
  • Altri sponsor — 20%
  • Proventi da iscrizione alle gare — 20%

I premi in denaro per i piazzamenti in classifica non rientrano nelle entrate dei team: per regolamento, vengono erogati direttamente agli atleti.

Quanto guadagna chi vince il Giro d’Italia?


Ma quanto guadagna un ciclista al Giro d’Italia? E più precisamente, quanto guadagna chi vince il Giro d’Italia? 

Il montepremi del Giro d'Italia è distribuito tra i primi classificati della graduatoria generale secondo una scala fortemente asimmetrica. I dati relativi all'edizione 2024:

Piazzamento Giro d'ItaliaMontepremi
1° classificato265.888€
2° classificato133.412€
3° classificato68.801€
4° classificato21.516€
5° classificato18.154€
6° classificato13.588€
7° classificato13.588€
8° classificato10.725€
9° classificato10.725€
10° classificato7.863€
Valerio Moggia
Valerio Moggia

Il rapporto tra il primo e il decimo classificato è di 33,8 a 1 — un divario che riflette la struttura tipica degli sport individuali di élite, dove la visibilità e il valore commerciale si concentrano sul vincitore assoluto.

A questi importi però si aggiungono i premi per le vittorie di tappa e per le quattro maglie di leadership:

  • Maglia Rosa (classifica generale) — 2.000€ per ogni tappa indossata
  • Maglia Ciclamino (classifica a punti) — 10.000€ al vincitore finale, più 750€ per ogni tappa indossata
  • Maglia Bianca (classifica giovani under 25) — 10.000€ al vincitore finale, più 750€ per ogni tappa indossata
  • Maglia Azzurra (classifica scalatori) — 5.000€ al vincitore finale, più 750€ per ogni tappa indossata

👉 Ogni vittoria di tappa vale 11.000€.

Giro d’Italia 2026: contendenti e percorso


La 109ª edizione della Corsa Rosa prende il via l'8 maggio dalla Bulgaria. Di seguito, il quadro dei principali contendenti alla Maglia Rosa e il dettaglio delle tappe.

Chi sono i favoriti al Giro d'Italia 2026?

Il favorito assoluto per la vittoria della Maglia Rosa, che consacra il primo atleta della classifica generale, è il 29enne danese Jonas Vingegaard

Il campione della squadra Visma è al suo debutto assoluto al Giro d’Italia, e ha già conquistato il Tour de France (nel 2022 e nel 2023) e la Vuelta di Spagna, nel 2025.

Le quote di mercato danno la vittoria di Vingegaard praticamente per certa, data l’assenza di tre dei suoi principali sfidanti: Tadej Pogačar (vincitore nel 2024), Remco Evenepoel (vincitore della Vuelta nel 2022) e l’astro nascente Paul Seixas. 

I tre campioni hanno infatti deciso di concentrarsi quest’anno sul Tour de France. Mancherà inoltre anche il britannico Simon Yates, vincitore del Giro d'Italia 2025, che ha annunciato il ritiro a gennaio 2026.

Per queste ragioni, i principali avversari di Vingegaard sembrano essere soprattutto Giulio Pellizzari e Jai Hindley. Lo scalatore australiano ha vinto il Giro d’Italia nel 2022, dopo essersi già classificato al secondo posto nel 2020, e l’anno scorso è arrivato quarto alla Vuelta. 

Per il marchigiano Pellizzari, 22 anni, questo Giro potrebbe rappresentare il salto di qualità, dopo che l’anno scorso aveva chiuso al sesto posto sia al Giro che alla Vuelta.

C’è grande attesa anche per vedere chi conquisterà la Maglia Ciclamino, destinata al dominatore della classifica a punti (cioè, degli specialisti delle vittorie di tappa in volata). 

Il favorito, in questo caso è il 25enne friulano Jonathan Milan, già vincitore in questa categoria al Giro (2023 e 2024) e al Tour (2025). La competizione, però, è molto serrata, e ci si aspetta molto in particolare dal belga Arnaud de Lie.

Valerio Moggia
Valerio Moggia

Il Giro d'Italia non è solo una corsa ciclistica: è un evento con una ricaduta economica misurabile sui territori che attraversa. Secondo un'analisi di Banca Ifis, la manifestazione genera un impatto complessivo superiore ai 2 miliardi di euro — tra effetti immediati e differiti. Un numero che aiuta a capire perché paesi come la Bulgaria investano per ospitare la Grande Partenza.

Le tappe del giro d'Italia 2026

Il Giro d'Italia 2026 inizierà l'8 maggio e terminerà il 31 maggio. Come avviene ormai regolarmente dal 1996, la Grande Partenza si svolgerà all'estero: quest'anno, per la prima volta nella storia della corsa, il Giro partirà dalla Bulgaria.

La seconda tappa sarà di montagna, mentre la prima e la terza — che porterà alla capitale Sofia — saranno più pianeggianti con arrivi in volata.

Dall'11 maggio la corsa entrerà in Italia, partendo da Catanzaro e risalendo la Penisola. La prima tappa veramente impegnativa sarà la settima (15 maggio), da Formia al Blockhaus in Abruzzo: sarà anche la frazione più lunga del Giro 2026, con 246 km. Le montagne più dure saranno concentrate, come di consueto, nella settimana finale nel Nord Italia.

Quest'anno è prevista una sola cronometro individuale — il 19 maggio, da Viareggio a Massa in Toscana — contro le due dell'edizione 2025. 

La 16ª tappa (26 maggio) porterà la corsa in Svizzera, tra Bellinzona e Carì: cinque GPM in sequenza e arrivo in salita rendono questa frazione una delle più selettive dell'intero percorso. Confermato per la quarta edizione consecutiva l'arrivo a Roma.

Tappa

Km

Data

Nesebăr – Burgas (Bulgaria)

147

8 maggio

Burgas – Veliko Tărnovo (Bulgaria)

221

9 maggio

Plovdiv – Sofia 

175

10 maggio

Catanzaro – Cosenza 

138

12 maggio

Praia a Mare – Potenza 

203

13 maggio

Paestum – Napoli 

142

14 maggio

Formia – Blockhaus 

244

15 maggio

Chieti – Fermo 

156

16 maggio

Cervia – Corno alle Scale

184

17 maggio

Viareggio – Massa (cronometro individuale)

42

19 maggio

Porcari (Paper District) – Chiavari 

195

20 maggio

Imperia – Novi Ligure

175

21 maggio

Alessandria – Verbania 

189

22 maggio

Aosta – Pila (Gressan)

133

23 maggio

Voghera – Milano 

157

24 maggio

Bellinzona – Carì (Svizzera)

113

26 maggio

Cassano d’Addia – Andalo

202

27 maggio

Fai della Paganella – Pieve di Soligo

168

28 maggio

Feltre – Alleghe (Piani di Pezzé)

151

29 maggio

Gemona del Friuli – Piancavallo 

200

30 maggio

Roma – Roma 

131

31 maggio

I numeri che non si vedono in TV


Il Giro d'Italia è uno degli eventi sportivi più seguiti d'Italia, eppure la sua economia interna rimane quasi invisibile. Si parla di scalate, di distacchi, di maglie. Raramente di quello che c'è dietro.

Una bicicletta da 13.000€, una preparazione fisica incessante, una squadra che dipende dagli sponsor per l'80% delle proprie entrate, una corsa in cui arrivare decimo vale quasi nulla rispetto ad arrivare primo. Un sistema di quaranta partner commerciali e istituzionali, e un indotto economico che trasforma ogni tappa in un motore di sviluppo per i territori attraversati.

Queste cifre raccontano qualcosa di essenziale: il Giro d'Italia non è solo uno sport, è un'industria. Un'industria che funziona proprio perché riesce a non sembrarlo. Le telecamere inquadrano gli scalatori, le montagne, le maglie. Non inquadrano i costi, i contratti, i premi.

Questa analisi ha cercato di farlo — perché capire come funziona un grande evento sportivo è parte del modo in cui lo si apprezza davvero.

Note redazionali


I dati sul montepremi e sul percorso 2026 provengono da documentazione ufficiale RCS Sport. Il costo delle biciclette è ricavato da dichiarazioni pubbliche dei team relative all'edizione 2024, con riferimento alle normative tecniche UCI per i limiti di peso. 

La struttura finanziaria dei team è stata ricostruita su fonti pubbliche disponibili su testate specializzate di settore. L'impatto economico è tratto dallo studio dell'Osservatorio sullo Sport System Italiano di Banca Ifis.

Fonti consultate

Nota: grafici, dati e contenuti possono essere riutilizzati liberamente citando Gambling.com come fonte.

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